“La sedia della felicità” di Carlo Mazzacurati

La sedia della felicità Loc

(Italia, 2014)

E’ con una certa tristezza che parlo di questo film, visto che è stato l’ultimo diretto da uno dei nostri migliori registi degli ultimi decenni, Carlo Mazzacurati, prematuramente scomparso il 22 gennaio del 2014, alcune settimane prima che questa pellicola venisse distribuita.

Ma bando alla malinconia, perché “La sedia della felicità” è una divertente e graffiante commedia italiana che ci racconta – come tutte le opere di Mazzacurati – la nostra società segnata dalla crisi economica, e fatta da alimenti non riusciti a pagare, così come da rate e affitti, e da debiti vertiginosi ai videopoker, con un bravissimo Valerio Mastandrea e un inquietante – e bravo – Giuseppe Battiston.

Io non ho potuto fare a meno di ripensare a “Il mistero delle dodici sedie” diretto da Mel Brooks nel 1970, con il grande Dom DeLuise nel ruolo di un sacerdote alla caccia del tesoro molto simile a quello interpretato da Battiston.

Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati

Se ne è andato ieri uno dei registi che ha contribuito alla rinascita del cinema italiano (e che oggi timidamente sopravvive tra mille acciacchi) dopo la drammatica crisi della fine degli anni Settanta.

Sul regista veneto ci sarebbe tanto da dire, del suo cinema così delicato ma concreto, fra i pochi che hanno saputo raccontare in questi anni la nostra società malata, avendo spesso come sfondo la sua terra così nebbiosa e dura: da “Notte Italiana” del 1987 a “La lingua del Santo” del 2000.

Ma oggi voglio ricordare i suoi camei come attore, su tutti  quello in “Caro diario” di Nanni Moretti del 1993.

Mazzacurati impersona un piangente – ed esilarante – critico cinematografico che viene costretto ad ascoltare la lettura ad alta voce della sua affabulatoria recensione nella quale  “Henry pioggia di sangue”  – uno splatter diretto da John McNaughton nel 1986 – viene inspiegabilmente elevato a pellicola rivoluzionaria e d’avanguardia. Molti vociferarono che l’ironia di Moretti fosse rivolta all’allora critico cinematografico de Il Manifesto …ma sono solo dicerie.

Buon viaggio Carlo Mazzacurati, ovunque tu stia andando.