“La gang del bosco” di Tim Johnson e Karey Kirkpatrick

(USA, 2006)

La Dreamworks – nata da un’idea del genio di George Lucas – è l’unica casa di produzione di animazione digitale che riesce davvero a competere con la Pixar. Nel corso degli anni sono riusciti, infatti, a creare lungometraggi di alta qualità come questo “La gang del bosco”.

RJ (la cui voce italiana è quella di Luca Ward) è un procione solitario che vive di piccoli espedienti. Ma una sera di primavera commette l’errore di rubare le riserve di cibo al feroce orso Vincent, che sveglia aprendo un pacco di infingarde Tuberine. Per non essere ucciso RJ promette di riportare all’orso tutte le vettoglie rubate, che nel frattempo sono andate perdute.

L’impresa sembra impossibile per un solo procione, ma RJ incapperà in un gruppo di animali ingenui che lo aiuteranno loro malgrado e in buona fede. Ma la bontà è spesso – e fortunatamente – “infettiva”…

Nel cast originale la voce di RJ è quella di Bruce Willis, coadiuvato da Steve Carell, William Shatner, Nick Nolte, Eugene Levy e Avril Lavigne. Nella nostra versione, oltre a Ward, va ricordato Pupo che da doppiatore consumato dona la voce allo scoiattolo iperattivo Hammy, doppiato in originale da Carell.

Scritta da Karey Kirkpatrick, Len Blum, Lorne Cameron e David Hoselton, questa pellicola è davvero un gioiellino.

“L’esercito delle 12 scimmie” di Terry Gilliam

L'esercito delle 12 scimmie

(USA,1995)

Che Terry Gilliam sia uno dei registi più visionari degli ultimi quarant’anni è un dato di fatto, e che questo fantascientifico e apocalittico film sia uno dei migliori del suo decennio, pure. Ispirato al sorprendete film fotografico “La Jetée” (la terrazza, appunto) che il francese Chris Marker ha realizzato nel 1962 e che ancora oggi mantiene tutto il suo fascino drammatico, “L’esercito delle 12 scimmie” ci porta avanti e indietro nel tempo all’inseguimento di un fantomatico untore che nel 1996 darà il via ad una epidemia che in breve tempo ucciderà il 99% della popolazione mondiale. Con le immagini claustrofobiche e piene di plastica, tipiche di Gilliam, appassiona ad ogni visione, anche nel lato romantico della trama in cui spicca una bella e soprattutto struggente  Madeleine Stowe alle prese con un “pazzo” e quasi sempre sanguinante Bruce Willis; amore che trova il proprio culmine nella splendida scena finale. E non ci dimentichiamo il giovane Brad Pitt che azzecca la parte dello schizofrenico esaltato.