“Sneaky Pete” di Brian Craston e David Shore

(USA, dal 2015)

Avete presente il gioco delle tre carte? Bene, Marius Josipovic vi porterebbe via anche la camicia e voi tornereste a casa conviti di avere vinto. Chi è Josipovic (occhio all’accento visto che è un nome polacco)? Il protagonista di questa gaiarda serie tv fra il thriller e il poliziesco, che possiamo vedere si Amazon Prime Video.

Creata da Brian Craston (il grande protagonista della serie “Breaking Bad” e del bellissimo “L’ultima parola”) insieme a David Shore (ideatore, fra le altre, della serie “Dr. House – Medical Divsion”) “Sneaky Pete”, in ognuna delle sue puntate ci sorprende lasciandoci di stucco.

Dopo tre anni di carcere Marius Josipovic (un tostissimo Giovanni Ribisi) finalmente esce. Oltrettutto il suo compagno di cella Pete Murphy non fa altro che parlare della sua famiglia, e soprattutto dei suoi nonni che non vede da vent’anni. Poche ore prima di uscire però Marius riceve la telefonata di suo fratello minore Eddie (Michael Drayer) che lo avverte: Vince (lo stesso Brian Craston) lo spietato boss del gioco d’azzardo di New York a cui lui ha truffato 100.000 dollari lo vuole uccidere. Marius riesce a sfuggire ai balordi di Vince, ma non non ha un posto dove rifuggiarsi, fino a quando non gli tornano in mente i racconti del suo compagno di cella. La mattina dopo si presenta come Pete a casa dei suoi nonni Otto (Peter Gerety) e Audrey (Margo Martindale) Bernhardt.

Per salvare il fratello dalle grinfie di Vince, Marius dovrà inventarsi il piano più ingegnoso e ardito della storia, ma…

Davvero appassionante e imprevedible fino al’ultima scena.

“Crisis in Six Scenes” di Woody Allen

(USA, 2016)

Scoccati gli ottanta, il grande Woody Allen si è preso “la briga e di certo il gusto” (cit.) di girare la sua prima serie televisiva. E per farlo ha scelto Amazon Prime Video che gli ha dato carta bianca.

Non mi voglio dilungare ora su come e dove vedremo la fiction a casa nostra da qui ai prossimi cinque o dieci anni, dove molto probabilmente i canali televisivi così come li conosciamo non esisteranno più, e tutto sarà in rete. Voglio parlare, invece, di quest’ultima fatica televisiva del genio newyorkese.

Ambientata nei fantastici Sessanta, in una New York dove si respira l’aria della rivoluzione sociale e civile, “Crisis in Six Scenes” ci racconta come la vita tranquilla e ordinata dei coniugi Munsinger, Sidney (lo stesso Woody Allen doppiato per noi magnificamente da Leo Gullotta) e Kay (una strepitosa Elaine May) subisca l’impatto violento coi tempi che corrono.

Nel cuore della notte, infatti, la rivoluzionaria evasa dal carcere Lennie Dale (Miley Cirus) si intrufola in casa Munsinger. La scelta di Lennie è legata al vecchio rapporto stretto che Kay ha avuto da giovane con la sua famiglia. E quando la rivoluzione bussa alle porte…    

Sei deliziose puntate per una serie nel segno del genio di Woody Allen. E grande, e ovviamente ironica, riflessione su quello che davvero è stato il “mitico” ma ormai stantio e incartapecorito ’68.

Non si può non parlare anche della grande Elaine May. Figura fondamentale del cabaret e della satira americana a partire dagli anni Cinquanta, autrice di radio, cinema (suo è lo spassoso “E’ ricca, la sposo e l’ammazzo” solo per fare un esempio) teatro e televisione. La May, superati abbondantemente gli ottanta, tiene fantasticamente testa a Woody Allen che, comunque, è sempre lui. Anche in streaming!