“River” di Abi Morgan

(UK, 2015)

John River (un grandioso Stellan Skarsgård) è un uomo molto particolare. Alla soglia dei sessant’anni è senza famiglia e vive da vero misantropo in un appartamento di Londra che sembra essere rimasto sospeso nel tempo.

John River è un detective di Scotland Yard, ha una percentuale di casi risolti di oltre l’80%, ma capita spesso che metta in imbarazzo il suo capo. Perché John River non vive con nessuno, ma non è solo.

Accanto a lui, quasi in ogni momento, ci sono visioni di persone morte. Ma non c’è nulla di terrificante anzi, le persone decedute lo aiutano a riflettere, a risolvere i casi e spesso a comprendere – anche crudelmente – se stesso.

L’ultima e persistente visione che tutti i giorni, ormai da oltre tre settimane, dialoga con lui è quella di Jackie “Stevie” Stevenson, la sua ex collega. La donna, infatti, è stata freddata da un colpo di arma da fuoco alla testa mentre attraversava la strada, proprio davanti agli occhi increduli di River.

Per il profondo sentimento che lo legava alla donna, forse l’unica al mondo che lo abbia mai davvero capito, River affronta il mondo crudele e le sue angosce più profonde…

Fra emozionanti atmosfere e duri colpi al cuore, “River” è davvero una bella miniserie in sei puntate, proprio nella grande tradizione televisiva noir britanica.

“Shame” di Steve McQueen

(UK, 2011)

Scritto dallo stesso Steve McQueen insieme ad Abi Morgan, “Shame” colpisce dritto sul muso.

Brandon (uno strepitoso Michael Fassbender) vive a New York dove possiede un ottimo lavoro che gli permette di stare in un appartamento a Manhattan. Ma la vita di Brandon è segnata da un lato oscuro: il suo rapporto bulimico e irrisolto col sesso. L’uomo, infatti, passa tutto il suo tempo libero guradando film porno, facendo sesso con partner occasionali e, più spesso, con prostitute.

A turbare il suo equilibrio arriva Sissy (Carey Mulligan), sua sorella minore – che viene dallo “stesso orrido posto” – ma che vuole solo passare del tempo insieme a lui. Il girone infernale dei lussuriosi in cui vive Brandon vacilla pericolosamente…

Nuda e cruda pellicola su lato oscuro che ognuno di noi potrebbe avere, dove le immagini – molto spesso forti – e gli sguardi valgono quanto i dialoghi. Per la sua interpretazione, Fassbender ha vinto, giustamente, la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia.

Shame