“Il labirinto del fauno” di Guillermo Del Toro

(Spagna/Messico/USA, 2006)

Dal genio – apprezzatissimo a Hollywood – del maestro degli effetti speciali messicano Guillermo Del Toro è fiorita questa struggente storia di una bambina, fin troppo sensibile, nata nel momento sbagliato – la guerra civile spagnola – e che si trova accanto le persone sbagliate. La piccola, per sopravvivere, non possiede altro che la sua splendida fantasia.

Anche se il film è caratterizzato da accenti tipici dei film horror – di cui Del Toro ha curato per anni gli effetti – questa pellicola mi commuove sempre, con un epilogo struggente e delle atmosfere davvero affascinanti. Infondo, fin troppo spesso, i sogni si trasformano in incubi e gli incubi ci fanno amare ancora più i sogni.

“Il labirinto del fauno”, scritto dallo stesso Del Toro, è stato candidato all’Oscar 2007 per la miglior sceneggiatura. Nel cast da ricordare Sergi Lòpez nel ruolo del feroce Vidal, che ricorda non poco quel Jorge Rafael Videla che capeggiò il tragico “Processo di riorganizzazione nazionale” nell’Argentina degli anni Settanta, fotografo in maniera sublime dal bellissimo “Il segreto dei suoi occhi” di Juan José Campanella.

Struggente.

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