“Sitara – Let Girls Dream” di Shermeen Obaid-Chinoy

(Pakistan/USA, 2019)

La cineasta pakistana Sharmeen Obaid-Chinoy (1979), vincitrice di due Oscar per le sue opere dedicate alle violenze che subiscono le donne nel suo Paese e non solo (come “La ragazza nel fiume: il prezzo del perdono” che si dice abbia portato il Governo pakistano a cambiare la legge sul delitto d’onore), firma questo corto di quindici minuti e senza dialoghi.

Pari e Sitara sono due giovani sorelline che giocano sul terrazzo della loro casa. La più grande è Pari, che ha quattordici anni e sogna di diventare un pilota d’aerei, cosa che ha contagiato anche sua sorella più piccola. Così le due passano i pomeriggi a creare e lanciare aeroplani di carta nel cielo della loro cittadina.

Ma un pomeriggio il padre torna con una cassa ingombrante e si chiude in una stanza con Pari. Nonostante la proteste della madre e del fratello maggiore di Sitara, l’uomo è irremovibile: Pari si sposerà. La cassa contiene infatti il corredo per la cerimonia.

D’altronde la fotografia che svetta nel piccolo salone della casa ricorda a tutti che anche la loro madre ha sposato il loro padre quando ancora era una bambina. Il futuro sposo di Pari ha più o meno l’eta di suo padre, e certo non le permetterà di coltivare i suoi sogni, soprattutto quello di diventare pilota. Ma Sitara…

Struggente corto dedicato ad un dramma mondiale che vede ogni anno nel mondo circa 12 milioni di bambine costrette a sposarsi prematuramente.

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