“Come parlare sporco e influenzare la gente” di Lenny Bruce

(Giunti/Bompiani 2018)

Leonard Alfred Schneider è stato un eroe decorato della Seconda Guerra Mondiale.

Nato nel 1925 a Mineola, località dell’area urbana di New York, cresce in una famiglia di religione e tradizione ebraica, passando l’infanzia soprattutto in strada, fra non poche difficoltà economiche.

Poco più che adolescente, come molti della sua generazione, viene travolto dal conflitto planetario dal quale, nel 1945, torna a casa con una medaglia.

Fra mille piccoli lavori, Leonard una sera accompagna sua madre a un’esibizione di ballo e visto che il presentatore non può introdurre il numero, sul palco ci sale lui, prendendo il nome d’arte di Lenny Bruce.

Inizia così la carriera di uno dei più importanti e rivoluzionari comici (e in questo caso il termine è davvero riduttivo) del Novecento che influenzerà la cultura mondiale nei decenni successivi.

Ma allo stesso tempo Bruce è anche il primo comico vittima di una censura bigotta e reazionaria che, oltre a renderlo protagonista suo malgrado di numerosi e assurdi processi “contro la morale”, arrivò a minacciare i proprietari di night se solo gli proponevano una serata.

Questa autobiografia, apparsa per la prima volta a puntate su Playboy dal 1964 al 1965 – unica testata allora che ebbe il coraggio di pubblicarla, alla faccia dell’editoria tradizionale… – ci racconta la vita e la nascita di numerosi pezzi geniali di Bruce, ma anche delle numerose denuncie e degli altrettanti processi e arresti subiti da Bruce.

Se oggi le accuse allora mosse sono pateticamente imbarazzanti, la cominictà geniale e diretta di Bruce fa ancora scuola, tanto da ispirare ancora numerosi comici di tutto il mondo. Solo per citare una delle innumerevoli battute immortali: “Noto una certa tendenza a lasciare la Chiesa per tornare da Dio”.

Il 3 agosto del 1966 Lenny Bruce viene trovato morto, nella sua casa di Los Angeles, a causa di un’overdose di barbiturici.

Senza mostrare il minimo rispetto per il morto, la Polizia di Los Angeles lascia che i fotografi ritraggano il cadavere dell’artista così come rinvenuto: nudo e steso nel salotto.

Per la chicca: nel 1974 il grande Bob Fosse gira “Lenny” dedicato a Bruce con Dustin Hoffman nei panni del comico, pellicola oggi praticamente introvabile nel nostro Paese.

Da leggere.

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