“Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey” di Mike Newell

(USA/UK, 2018)

E’ vero che un libro può unire persone lontane e che neanche si conoscono?

La risposta è fin troppo ovvia, ma è sempre bene ricordarla. E così Mike Newell (ottimo artigiano inglese della macchina da presa che ha diretto film come “Quattro matrimoni e un funerale”, “Donnie Brasco””, “Falso tracciato” e “Mona Lisa Smile”) per aiutarci, realizza l’adattamento cinematografico del romanzo “Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey” scritto da Mary Ann Shaffer e Annie Barrows, e pubblicato per la prima volta nel 2008.

In una Londra ancora profondamente devastata dalla Seconda Guerra Mondiale, che si è conclusa solo qualche mese prima, la giovane scrittrice e giornalista Juliet Ashton (Lily James) tenta di risollevare il molare e lo spirito dei suoi connazionali presentando il suo ultimo libro di piccola satira.

Le sue vere ambizioni letterarie però non sono chiare, e così il suo editore e caro amico Sidney Stark cerca in ogni modo di stimolarla. Le cose prendono una piega particolare quando Juliet riceve una strana lettera da parte di un certo Dowsey Adams dall’isola di Guernsey, nel canale della Manica.

Dowsey è in possesso di un vecchio libro di Chalres Lamb, che prima le apparteneva (il suo nome e il suo indirizzo sono ancora scritti a mano sulla prima pagina del volume) e visto che lui è membro del circolo letterario dell’isola “Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey” chiede il suo aiuto – visto che lei vive a Londra – per trovare altri libri di Lambs.

Juliet è così colpita dalla lettera che subito iniziata una fitta corrispondenza con lo sconosciuto, corrispondenza che la porterà a decidere di scrivere un articolo sul club per il “Time”. Per farlo, ovviamente, dovrà recarsi nella piccola isola che fino a pochi mesi prima era occupata dalle truppe naziste.

Il viaggio di Juliet sarà così profondo che le permetterà di scoprire una parte di se stessa che prima ignorava o non riusciva a vedere. Proprio come quando si legge un gran bel libro.

 

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