“Delitto in piazza” di Paolo Levi

(Rizzoli, 1976)

Questo giallo, pubblicato per la prima volta nel 1976, ha come protagonista un investigatore davvero fuori dagli schemi. Mario Aldara, infatti, è un anonimo impiegato di un altrettanto anonimo ufficio del Ministero degli Interni. Scapolo impenitente, dopo una feroce delusione d’amore avuta a vent’anni, superati i quaranta incontra Patrizia, una giovane e avvenente ragazza, dal passato burrascoso, che in pochi mesi gli cambia la vita.

Dopo averlo convinto a cambiare casa andando ad abitare in centro, in un appartamento con vista su una piazza storica di Roma, Patrizia spinge Mario affinché “faccia carriera”.

Intanto, confida ai suoi nuovi vicini che il suo compagno così apparentemente anonimo è in realtà nei Servizi Segreti, cosa che porta l’inconsapevole Mario una sera a casa dei Norchia, i proprietari dell’appartamento sopra il suo.

La signora Norchia ha un dolore che la consuma: sua sorella maggiore Ada è scomparsa da oltre due anni senza lasciare traccia e da qualche tempo il suo “fantasma”, a notte inoltrata e quando lei e il marito sono fuori, visita la casa. Suo malgrado, Mario viene trascinato in un’indagine che scoprirà non poche miserie umane…

Godibilissimo giallo all’italiana, pieno di ironia che ci regala uno specchio della nostra società cattivo e scanzonato dallo stesso autore de “Ritratto di provincia in rosso”.

Per la chicca: nel 1980 la RAI ne realizza uno sceneggiato in tre puntate con Luigi La Monaca (una delle nostre voci più belle) nei panni di Aldara con la sceneggiatura firmata dallo stesso Paolo Levi.

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