“L’ultimo cavaliere” di Stephen King

(Sperling & Kupfer, 1982/2013)

Con questo romanzo il Re dà vita alla saga de “La Torre Nera”, saga che ancora oggi non è conclusa.

Pubblicato integralmente per la prima volta nel 1982, King lo ha iniziato a scrivere in una notte del marzo del 1970 – esatto, proprio alla fine dell’inverno del 1970! – grazie a una risma di carte verde che aveva casualmente trovato all’Università che allora frequentava.

In un mondo post apocalittico l’umanità è tornata ai tempi del vecchio Far West, dove i cavalieri, che hanno le caratteristiche e l’onore dei samurai, sono pistoleri. Roland de Gilead è l’ultimo cavaliere, che attraversa il mondo conosciuto, addentrandosi poi anche in quello sconosciuto, per raggiungere e uccidere l’Uomo in Nero.

Il duro addestramento che Roland ha superato da adolescente gli ha insegnato a essere pronto a tutto, e a considerare chiunque sacrificabile per ottenere il suo scopo. Perché i poteri dell’uomo in nero sono quasi sconfinati…

Il Re è sempre il Re, e anche in questa prima “puntata” de “La Torre Nera” ce lo dimostra sapientamente. Le atomosfere cruente e gli incubi che lastricano il percorso di Roland sono indimenticabili come tutti quelli creati dal Re. Da leggere, come tutte le sue opere.

E’ uscita da poco al cinema la versione cinematografica de “La Torre Nera” diretta da Nikolaj Arcel, con Idris Elba nel ruolo di Roland e Matthew McConaughey in quello dell’Uomo in Nero.

L’ultimo cavaliere

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