“La carica dei 101” di Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e Clyde Geronimi

(USA, 1961)

Ecco un classico dei classici, una delle pietre miliari della cinematografia mondiale che a quasi sessant’anni è ancora fresco e divertente come un bambino.

Poco dopo l’uscita nelle librerie del romanzo “I cento e una dalmata“ scritto da Dodie Smith nel 1956, quel gran genio di Walt Disney ne acquistò i diritti per la riduzione cinematografica. A scrivere la sceneggiatura chiamò il suo collaboratore di fiducia Bill Peet, che migliorò notevolmente il romanzo, come ammise la stessa Smith.

Per realizzare il lungometraggio poi venne sviluppata la tecnica della xerografia che consentì a Disney e ai suoi collaboratori di risparmiare tempo – quasi la metà – e denaro, visto che i costi di quella tradizionale avevano portato lo stesso Disney a pensare di chiudere il reparto animazione. 

E, come capitò proprio alle soglie dell’avvento dell’animazione digitale quando una grave crisi sembrava dover investire inesorabilmente la Disney, Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e Clyde Geronimi riuscirono a realizzare un capolavoro assoluto che ancora oggi vanta milioni di fan di tutte le generazioni.

Se la storia dei cuccioli di Pongo e Peggy, che vengono rapiti per rischiare di diventare una pelliccia, ancora ci emoziona, quella che davvero è entrata a far parte dell’immaginario collettivo è lei, la cattiva per eccellenza: sua perfidia e malvagità pura Miss Crudelia De Mon!

Se è vero che ogni storia che funziona ha cattivo che funziona, “La carica dei 101” ci regala una delle cattive più cattive di tutte, più della regina di Biancaneve, degna di salire sul podio dei più cattivi di tutti i tempi accanto a quel Lord Darth Vader che ancora ci intimorisce. Insomma, una cattiva da capolavoro. 

La carica dei 101

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