“Il gioco dell’angelo” di Carlos Ruiz Zafòn

(Mondadori, 2008)

Carlos Ruiz Zafòn è famoso per essere uno dei più brillanti scrittori gotici contemporanei. Usando come sfondo la sua Barcellona, Zafòn ha creato una serie di romanzi che ruotano intorno al Cimitero dei Libri Dimenticati.

Questo è il secondo della serie (dopo “L’ombra del vento” del 2001), e trova la sua ambientazione nei primi decenni del Novecento.

La vita di David Martìn non è stata facile. La madre lo ha abbandonato da piccolo con un padre alcolista e violento, segnato per sempre dalla guerra nelle Filippine. Per sbarcare il lunario, il signor Martìn ha finito per fare il guardiano notturno nella redazione di un piccolo giornale locale. Una sera, mentre è col figlio ancora in tenera età, viene freddato da due killer misteriosi. Solo al mondo, David viene preso sotto l’ala protettiva di Don Pedro Vidal, rampollo di una delle più ricche e influenti famiglie di Barcellona, che lo fa assumere come apprendista nella redazione del piccolo giornale.

Proprio a stretto contatto col mondo del giornalismo David inizia a coltivare il suo rapporto con la scrittura. Da prima con piccoli pezzi poi, col passare del tempo, con veri e proprio racconti che vengono pubblicati sul giornale. Ma la sua bravura attira le attenzioni di personaggi particolari e spesso inquietanti…

Romanzaccio gotico e crepuscolare, centrato sul rapporto di uno scrittore con la sua arte e con tutto quello che questa comporta: con ciò a cui è disposto a rinunciare e, soprattutto, con ciò che invece vorrebbe ottenere a tutti i costi.

Se è vero che ognuno di noi ha il suo prezzo, a quanto ammonta quello di un giovane scrittore? …Ai lettori di Zafòn l’ardua sentenza.   

Il gioco dell’angelo

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