La Nuova di Venezia e Mestre

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La buona pratica

Noale, tolte le slot dal bar per far spazio ai libri

Il titolare de La Bova segue l’esempio di un collega e investe sulla cultura. Si moltiplicano i casi di questo tipo

di Alessandro Ragazzo

7 Novembre 2016
NOALE. Lo aveva fatto sapere ancora in primavera: tolgo le slot dal bar per metterci i libri. Così ha fatto Giuseppe Gobbato, titolare del bar La Bova nell’omonima via a Noale, ha deciso di dire basta alle macchinette e di cambiare strada. Il commerciante aveva deciso di seguire l’esempio di un altro collega del comune, titolare del bar Al Castello, che aveva fatto una cosa simile un paio d’anni prima, trasformando il locale pure in un ristorante sushi.
Un bar come tanti altri, vittima anche della visita dei ladri in passato il titolare non voleva vedere i clienti gettare i soldi in quella fessura della macchinetta che spesso provoca a una dipendenza vera e propria. E ha deciso di offrire qualcosa di nuovo, d’istruttivo a chi entra per prendere un caffè piuttosto che un tramezzino. In questi mesi ha “ripulito” il bar delle macchinette mangiasoldi per metterci dei volumi; in questo modo, il cliente, quando entra per consumare qualcosa, non si trova la tentazione di mettere gli euro dentro la slot per tentare la fortuna ma può sfogliare un bel libro.Uno di questi potrebbe essere “Una meta nella vita”, scritto dal Valerio Tagliaferri, che nei giorni scorsi ha inviato a Gobbato il testo con tanto di dedica. Racconta l’amicizia tra Diego e Lorenzo, il primo appassionato di calcetto, il secondo di rugby. Quest’ultimo invita Diego a vedere una partita con la palla ovale e ne rimane affascinato.
Link all’articolo originale sul sito de La Nuova di Venezia e Mestre

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