“I guardiani della notte” di Sergej Luk’janenko

(Mondadori, 1998/2007)

In Russia, questo bel romanzo fantasy di Sergej Luk’janenko è famoso quanto “Il Signore degli Anelli” di J.J. Tolkien. E per me, che sono cresciuto con Frodo e Bilbo, il paragone c’ha il suo perché.

L’opera oscura e gotica di Luk’janenko ci porta alle soglie del Crepuscolo, dove si consuma l’eterna lotta fra il Bene, che ha i suoi paladini nei Guardiani della Notte, ed il Male, difeso dai Guardiani del Giorno.

Tutto per tutelare i “normali” esseri umani che, ignari, vivono le proprie esistenze. Se per le forze del Male gli umani rappresentano cibo o energia vitale da succhiare, per le forze del Bene sono soprattutto esseri viventi da difendere.

L’equilibrio fra le due forze, dopo millenni di stabilità, potrebbe rompersi…

“I Guardiani della Notte” (che è il primo di una pentalogia) ci racconta il lato oscuro del Male, ma anche quello del Bene, con uno stile rapido ed efficace.

Ma la cosa più interessante, forse, è la struttura gerarchica delle Forze del Bene, così come quella delle Forze del Male, che richiama dichiaratamente – e stupendamente – a quella del Partito Comunista Sovietico, così come la genesi delle scelte del gotha dei maghi, sembra proprio quella del Politburo che per tanto tempo ha governato oltre cortina.

Per i patiti del genere, ma non solo!

Nel 2004, il russo Timur Bekmambetov, ha diretto lo sfizioso adattamento cinematografico.

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