“Yaya e Lennie: The Walking Liberty” di Alessandro Rak

(Italia, 2021)

Se di solito siamo abituati a film e lungometraggi di animazione che si svolgono in un futuro post apocalittico, lo siamo molto meno a quelli ambientati nel nostro Paese, e soprattutto a quelli che si consumano dove “una volta” c’era la meravigliosa e unica baia di Napoli, come questo “Yaya e Lennie: The Walking Liberty”.

Così ci troviamo in un mondo dove la vegetazione ha ripreso possesso dei territori dove, molto tempo fa e prima di un’indicibile catastrofe, per millenni l’uomo faceva da padrone e aveva costruito grandi città ed enormi monumenti che ormai sono diventati solo ruderi persi nella grande e infinita foresta che ricopre le terre emerse.

Gli essere umani sopravvissuti hanno formato diverse piccole comunità fra cui spicca l’arrogante “Istituzione” che con la tecnica e la scienza sopravvissute alla catastrofe – fra cui soprattutto le armi – vuole tutti i bambini per forgiare le nuove generazione all’insegna dell’ordine e dell’omologazione.

Ai margini dell’”Istituzione” e delle altre piccole comunità vivono Yaya e Lennie, due ragazzi cresciuti da Zia Claire – doppiata da Lina Sastri – che, una volta scomparsa, ha lasciato loro in eredità la cosa più preziosa: la libertà. La prima è una giovane ragazza impavida e concreta mentre il secondo è un gigante, con un ritardo cognitivo, dal grande cuore. I due sono ormai abituati a bastare a loro stessi, e per non finire nelle mani dell’Istituzione o di qualche altra banda, sanno che devono spostarsi in continuazione, cioè camminando sempre…

Delizioso film d’animazione italiano scritto dallo stesso Alessandro Rak assieme a Marino Guarnieri, Dario Sansone e Francesco Filippini, con una tecnica visiva molto particolare e d’effetto, che ci racconta una storia originale di speranza e amore.  

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