E’ uscito in USA “Doctor Sleep” di Stephen King

Doc Sleep

Il 24 settembre è uscito negli Stati Uniti “Doctor Sleep”, l’ultima fatica del grande Stephen King. Il nuovo romanzo è il seguito di “Shining” – anche se seguito non è proprio il termine giusto -, scritto da King nel 1977 e portato sul grande schermo dal maestro Stanley Kubrick nel 1980. Il protagonista del nuovo libro è infatti Danny Torrance, il bambino scampato alla furia omicida del padre all’Overlook Hotel. Danny oggi è un uomo turbato e alcolista e…

Noi del Belpaese,  che viviamo nel pleistocene dell’editoria mondiale, dovremmo aspettare SOLO il prossimo marzo per poterlo leggere.

Per saperne di più vai sul sito del Re:

http://www.stephenking.com/promo/doctor_sleep/

“Modern family” di Steven Levitan e Christopher Lloyd

Modern Family Cop 03

(USA, dal 2009)

I Pritchett sono una famiglia anomala. O meglio, i Pritchett formano una famiglia allargata, particolare, che qualcuno chiamerebbe “moderna”. Jay Pritchett, il capo famiglia, in seconde nozze si è sposato l’avvenente  colombiana Gloria, che ha portato con suo figlio adolescente Manny. Gloria ha più o meno la stessa età di Claire, la figlia maggiore di Jay, che è spostata con l’ingenuo Phil Dunphy. La coppia ha tre figli adolescenti: Haley, Alex e Luke. Infine c’è Mitchell, secondo genito di Jay e gay dichiarato, che convive con Cameron, e con il quale ha adottato la piccola Lily. Ti sembra complicato? Sempre meno dei veri rapporti con i propri familiari! Vincitrice di numerosi premi fra cui vari Golden Globe e Emmy Awards – l’ultimo l’altro giorno sempre come miglior comedy – “Modern Family” è una delle migliori serie degli ultimi anni, con una comicità cattiva e senza esclusioni di colpi per nessuno. Da vedere, assolutamente.

 

“Across the Universe” di Julie Taymor

Acrosso the Universe Cop

(USA, 2007)

Splendido e onirico musical ambientato negli Stati Uniti degli anni Sessanta, che racconta la storia d’amore fra Jude (Jim Sturgess)  giovane manovale di Liverpool e la bella Lucy (Evan Rachel Wood), che si incontrano e si amano in un periodo pieno di entusiasmo ma anche di dolore e sangue. Ma se dico: Jude, Lucy, Liverpool e anni Sessanta che cosa viene in mente? Esatto! Loro: i Fab Four. E si perché tutto il film – per la prima volta nella storia del cinema e soprattutto nella storia dei loro diritti d’autore – è sottolineato dalle musiche e dalla parole dei Beatles,  riarrangiate e reinterpretate dal giovane cast con qualche notevole guest, come Joe Cocker o Bono Vox. Su tutte la nuova versione di “I Want To Hold Your Hand” interpretata in maniera sublime da T.V. Carpio. Da vedere e ascoltare!

“The Big Bang Theory” di Chuck Lorre e Bill Prady

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(USA, dal 2007)

Nel 1984 usciva nelle sale “La rivincita dei Nerds”, diretto da Jeff Kanew, che riconosceva definitivamente un ruolo ufficiale nella società – nel bene e nel male – al secchione con il fisico da lanciatore di coriandoli. Con l’avvento dei PC e dell’alta tecnologia a domicilio i Nerd hanno acquistato sempre più spazio, diventando – loro malgrado – bersaglio ancora più ambito dei loro coetani , soprattutto per quel che riguarda l’amore e il sesso. Ideata da Chuck Lorre (già creatore di “Dharma & Greg”) e Bill Prady (anche lui sceneggiatore di vari episodi “Dharma & Greg”) “The Big Bang Theory” è una sit-com pura (ogni episodio dura 22 minuti e si svolge quasi sempre negli stessi ambienti interni), che mette a confronto una coppia di fisici teorici, ricercatori all’Università di Pasadena e Nerd D.O.P., con la loro nuova vicina: un’avvenente e verace ragazzotta del Nebraska arrivata in California per fare l’attrice. Col passare delle stagioni le dinamiche cambiano, ma le battute esilaranti e le situazioni goffe e imbarazzanti restano sempre di prim’ordine. Merito anche degli attori, tutti bravissimi, e soprattutto del giovane Jim Parsons che impersona l’inarrivabile Sheldon Cooper; personaggio per il quale ha già vinto un Emmy e un Golden Globes USA. Dico solo che mi sono già comprato alcune delle fantastiche e nerdissime T-Shirt che Sheldon sfoggia in ogni puntata.

Chi nella vita, almeno in un’occasione, non è stato un Nerd: si installi gli aggiornamenti dei software da solo…

“La regina d’Africa” di John Huston

La regina africa Cop

(USA, 1951)

Tenetevi stretti e indossate il giubbotto di salvataggio: questo è uno dei capolavori della grande Hollywood di una volta. Tratto dall’omonimo romanzo di C.S. Foster, il grande John Houston firma una splendida e insolita storia d’amore fra due emarginati della società: un vecchio pilota di barche alcolista e una zitella bacchettona persi nel cuore del grande continente Nero. Meritatissimo Oscar a Humprey Bogart come miglior attore protagonista e candidatura per Katharine Hepburn, come miglior attrice protagonista, e doppia per John Huston: come miglior regista e come autore della sceneggiatura (insieme a James Agee). Ancora oggi rimangono spettacolari i duetti fra i due giganti del cinema e il finale, romantico e al tempo stesso divertente, che si discosta, senza rovinare nulla all’alchimia della storia, da quello del romanzo.

La lettera di Lucia Annibali

Invece che dalla nuove e già vecchie pagine dei libri scritti – almeno ufficialmente – dai banali e fatui “esordienti” o “giovani” scrittori scovati chissà come dalla grandi case editrici italiane, i picchi della nostra letteratura arrivano da altre parti. Buona lettura.

IL 16 APRILE 2013 alle 21.30 sono stata brutalmente aggredita e strappata alla vita. La parte di me che è sopravvissuta ha lottato con tutte le sue forze. Attraverso la speranza ho sopportato i dolori del corpo più intensi e le notti più buie per tornare alla vita. E in parte ce l’ho fatta. La strada è ancora lunga… ma quest’anno, per il mio compleanno, oggi 18 settembre, voglio festeggiare per celebrare la vita, l’amore e l’amicizia. Voglio ringraziare, con il cuore traboccante d’amore, i miei medici di Parma che stanno avendo cura di me, rendendo possibile il miracolo. Voglio raggiungere con un forte abbraccio la mia famiglia e i miei amici perché sono stati la ragione della mia lotta. E sono grata a tutte le persone che ho incontrato, a chi ha avuto un pensiero per me, per aver reso incredibile il mio viaggio di ritorno. A quelle donne schiacciate da uomini inetti e incapaci di convivere con le proprie fragilità, dico di volersi bene, tanto, tantissimo! Di lottare e credere in se stesse, nelle proprie idee e in ciò che suggerisce loro il cuore. È in questi luoghi che si trova la verità, non nelle parole che escono dalla bocca di quegli uomini. Comunque vada, ne sarà valsa la pena perché ogni atto di violenza non dipende mai dalla donna che ama l’uomo sbagliato, ma dall’uomo inetto che lo commette. Agli ustionati come me dico di tenere duro e avere pazienza, tanta pazienza. Sopportiamo il martirio del corpo e curiamo la ferita dell’anima, coltivando la speranza tutti i giorni perché ogni giorno è un passo verso la guarigione: ogni giorno è un po’ più facile di quello precedente. E impariamo che la nostra identità non è data dall’aspetto esteriore, ma da quello che c’è nel nostro cervello e nel nostro cuore. Infine, a me stessa, dico… Buon 36esimo compleanno Luci!!!

Lucia Annibali

Il link all’articolo che contiene la lettera è:

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2013/09/18/951917-lettera-lucia-annibali-acido-non-puo-sfigurare-cuore.shtml

“Smashed” di James Ponsoldt

Smashed Cop

(USA, 2012)

Il dramma dell’alcolismo non è mai stato facile da portare sul grande schermo, eccezion fatta per il grande Billy Wilder – in tempi in cui non era riconosciuto neanche come una vera e propria malattia – con il suo “Giorni perduti” del 1945. Ma questa piccola pellicola – nel senso di “produzione indipendente” e con un cast non di grido – riesce a farci entrare nella vita e nella pelle di un’alcolista, nelle sue menzogne quotidiane e nell’oblio irresponsabile che l’alcol provoca. E, come accade nella realtà, la strada che porta alla sobrietà passa anche per l’umiliazione e il dolore: per salvarsi bisogna cambiare vita. Radicalmente.

Con una bravissima Mary Elizabeth Winstead “Smashed” – che vuol dire sbronzo e allo stesso tempo rotto – è da vedere, soprattutto per quelli che sottovalutano il dramma, proprio o altrui, dell’alcolismo. Premio Speciale della Giuria del Sundance Film Festival 2012.

“Joyland” di Stephen King

Joyland Cop

(2013, Sperling & Kupfer)

E’ inutile tentare anche solo di alzare un dito per ribattere: il Re è sempre il Re. In questo crepuscolare e sentimentale romanzo King ci racconta come nel 1973 un ragazzo – che all’epoca aveva più o meno la sua età, con il suo aspetto fisico e, molto probabilmente, con il suo carattere – a vent’anni è diventato grande. E come accade nella realtà, la cosa non è stata facile né indolore. Ho letto alcune recensioni di lettori che si lamentano perché non ci sono i “bei mostri” di una volta. A parte che i mostri ci sono e fanno pure paura, e come sempre quelli più terrificanti non sono figli della fantasia ma presi pari pari dalla realtà. Ma soprattutto non è un caso che fra i film di maggior successo – e incasso – tratti dalle opere letterarie di King ci siano “Le ali della libertà” (diretto da Frank Darabont nel 1994), “Stand By Me – Ricordo di un’estate” (di Rob Reiner del 1986) e “Shining” (del maestro Stanley Kubrick, 1980), e in nessuno di questi si parla di mostri fantastici o venuti da un altro mondo, ma di quelli – molti più temibili e spietati – che fanno parte della razza umana. Un bel romanzo di formazione da leggere, per gli amanti di King e non solo.